Congresso Mondiale di Kabbalah - "Scoprire la vita nella decina"

Lezione 3: Annullamento e Totale Devozione nella decina

  • Gli strumenti per la grandezza del Bore: annullamento e totale devozione nella decina.

1. RABASH, Articolo 1 (1984), "Lo scopo della società – 2"

E senza annullare l’amor proprio è impossibile conseguire la Dvekut al Bore, ovvero, l’equivalenza della forma. E dato che essa è contraria alla nostra natura, necessitiamo di una società che formerà una grande forza, in modo da poter lavorare insieme nell’annullamento del desiderio di ricevere, chiamato “male”, poiché ostacola il conseguimento dello scopo per cui l’uomo fu creato. Per questa ragione, la società deve essere formata da individui che unanimemente concordino di doverlo conseguire. Allora tutti gli individui diventano una grande forza che può combattere contro se stessa, poiché ognuno è integrato in tutti gli altri.

2. RABASH, Articolo 2 (1984), "Riguardo all’amore degli amici"

Dobbiamo ricordare che la società è stata fondata sulla base dell’amore per gli altri, in modo che ogni membro riceva dal gruppo l’amore per gli altri e l’odio per se stesso. Vedere che l’amico si sforza di annullarsi e di amare gli altri, porta tutti ad essere integrati con le intenzioni degli amici. Perciò, se la società è composta da dieci membri, ad esempio, ognuno avrà dieci forze per praticare il proprio annullamento, l’odio per se stesso e l’amore per gli altri.

3. Maor VaShemesh, Ekev

E’ noto che in ogni decina c'è la Shechina, e questo è un livello completo. In un livello completo, ci sono testa, mani, gambe e talloni. Ne consegue che quando ogni individuo si annulla nella società, allora è come un tallone rispetto ad essa, mentre loro sono la testa, il corpo e gli organi superiori. Quando ognuno pensa a se stesso in questo modo, fa sì che le porte dell'abbondanza e ogni rigoglio del mondo si aprano a loro, e saranno attratti maggiormente dall’individuo che si considera come "nulla“ e come "un tallone”.

4. Baal HaSulam, Shamati, Articolo N. 19

“Cosa significa che il Borè odia i corpi, nel lavoro?“

Ne consegue che l'importanza del lavoro è proprio quando l’uomo giunge allo stato di zero, cioè quando vede che annulla tutta la sua esistenza e il suo essere e quando il desiderio di ricevere non ha più alcun dominio. Solo in quel momento l’uomo entra nella Kedusha.

5. RABASH, articolo n. 12 (1985) "Giacobbe abitò nella terra dove aveva vissuto suo padre"

Un uomo deve lavorare solo per il Bore, cioè senza alcuna ricompensa. Questo significa che è pronto per una completa devozione, senza aspettarsi alcun compenso dalla sua devozione. Piuttosto, questo è il punto centrale del suo scopo, che vuole annullare il suo sé davanti al Bore, cioè il suo desiderio di ricevere, che è l'esistenza della creatura. Questo è ciò che vuole annullare davanti al Bore. Ne consegue che questo è il suo scopo, cioè dare la sua anima al Bore.

6. RABASH, articolo n. 4 (1989), "Cos'è un diluvio d'acqua nel lavoro?”

L’uomo deve pregare il Bore di aiutarlo in modo da poter procedere nel lavoro ad occhi chiusi, così non avrà bisogno di nulla e sarà in grado di fare tutto per il bene del Bore, nonostante il corpo opponga resistenza. Cioè, non dice al Bore come deve aiutarlo. Piuttosto deve sottomettersi e annullarsi davanti a Lui incondizionatamente. Ma poiché non può soggiogare il corpo, Gli chiede di aiutarlo a vincere la guerra contro l'inclinazione, dato che comprende la sua bassezza.

7. RABASH, Lettera N. 42

I nostri saggi dissero: “Come i loro volti non si assomigliano, anche le loro opinioni non si assomigliano”, per cui come possono essere un solo uomo con un solo cuore?

Risposta: se diciamo che ognuno si prende cura di se stesso, è impossibile essere come un unico uomo, poiché non si assomigliano tra loro. Tuttavia, se tutti si annullano e si preoccupano solo del beneficio del Bore, non avrebbero opinioni individuali, poiché si sarebbero tutti annullati e sarebbero entrati in una singola autorità.

8. RABASH, Lettera N. 8

Una volta che ho acquistato il suddetto abito, dentro di me iniziano prontamente a brillare delle scintille d'amore. Il cuore inizia a desiderare ardentemente di unirsi agli amici e a me sembra che i miei occhi vedano gli amici, le mie orecchie sentano la loro voce, la mia bocca parli a loro, le mani li abbraccino, i piedi ballino in cerchio, nell'amore e nella gioia di stare insieme a loro, e trascendo i miei limiti corporali. Mi dimentico della grande distanza che c'è tra me ed i miei amici e la terra estesa per molti chilometri non si interporrà più tra di noi. È come se i miei amici stessero proprio dentro il mio cuore e vedessero tutto quello che vi sta succedendo ed io mi vergogno delle mie azioni meschine contro i miei amici. Allora, esco semplicemente dai miei vasi corporali e mi sembra che non ci sia nessuna realtà nel mondo tranne i miei amici ed io. Dopo di che, anche l'io è cancellato ed è immerso, mescolato nei miei amici, fino a quando io non arrivo a dichiarare che non c'è alcuna realtà nel mondo, solo gli amici.

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